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Intervista | Braschi e i coccodrilli

Arriva da Area Sanremo il cantautore che porta all'Ariston un brano sullo sfondo dell'omonimo romanzo di Fabio Geda

di Nadia Macrì - 8 febbraio 2017
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Nel nostro viaggio verso Sanremo diamo spazio ai giovani che parteciperanno al Festival della Canzone Italiana, proponendo un'intervista con diverse domande uguali, per confrontare i loro pensieri, le attese e i sogni. Dopo l'intervista con Maldestro Francesco Guasti, vi proponiamo Braschi che porterà in gara nella sezione Nuove Proposte della 67ª edizione del Festival di Sanremo il brano dal titolo Nel mare ci sono i coccodrilli.

Il testo e la musica sono firmati dal giovane cantautore, sullo sfondo dell’omonimo romanzo di Fabio Geda. Musicalmente il brano si colloca tra la canzone d’autore, il rock e il pop, nel tentativo di dare una chiave di lettura contemporanea e attraente al cantautorato. Braschi canta di sé, di un ragazzo che nasce a Rimini e che si definisce “fortunato in mezzo alla vita che passa”. Perché è proprio la fortuna che detta la storia delle nostre vite, che determina le origini e il destino di ognuno di noi, tra i cacciabombardieri in Afghanistan o tra i privilegi a cui siamo abituati.

La storia del giovane cantautore si snoda infatti tra Santarcangelo di Romagna, la sua città natale, e gli Stati Uniti, dove ha già registrato e portato in tour il suo primo EP, Richmond. Il suo secondo album, Trasparente, uscirà il 10 febbraio per iMean Music & Management, l'etichetta di Roberto Mancinelli nata tra Milano e New York che ha scelto di debuttare con Braschi proprio per il suo respiro internazionale, e sarà distribuito da Artist First.

“Ho scelto questo titolo perché rispecchia la strada che sta percorrendo la mia vita, in questi ultimi tempi c’è meno nebbia ed è più chiara e trasparente” - racconta Braschi, che ha scritto di suo pugno i testi e la musica di questo progetto, in cui ha racchiuso, senza riserve, tutto il suo mondo.


E siamo arrivati al Festival: cosa non manca nella tua valigia?
Senz’altro un paio di cuffie per ascoltare musica e potermi rilassare, un taccuino per gli appunti e una bottiglia di buon whiskey, che non può mancare.

E i coccodrilli sono solo in mare?
Sì, sono quelli che ci è capitato spesso di vedere al Tg e sui giornali. Coccodrilli che sembrano distanti da noi, che siamo nati nel lato fortunato del globo, e dalla nostra quotidianità, ma tornano sempre a galla.

Sanremo è un'occasione per farsi ascoltare da tantissima gente: ma è un arrivo o una partenza?
È un arrivo, il mio è un percorso che porto avanti da due anni, è un grande traguardo che mi ero dato e sono riuscito finalmente a raggiungere. Sarà una partenza invece dalla settimana successiva, quando ripartirò da capo nel mio studio, con la chitarra tra le mani.

Tu arrivi da Area Sanremo, qual è l'insegnamento più grande che ti ha lasciato quel corso?
Mi ha insegnato a dare importanza alla musica, da tutti i punti di vista, non solo da quello che si può vedere sul palco. A non dare nulla per scontato, le prove, la voce, dare la giusta importanza a ogni singola angolatura di questo mestiere.

Ma ci avresti creduto se un alieno o un cavallo (per riprendere gli spot sanremesi!) ti avesse detto: Braschi canterà a Sanremo 2017!
No, assolutamente no! Per noi italiani è una cosa così grande e importante che non me la sarei mai aspettata, anche se ci speravo. Io sono un fatalista e credo che, in qualche modo, dovesse essere destino.

Hai ascoltato i brani degli altri giovani in gara? Chi ti incuriosisce di più musicalmente?
Marianne Mirage è un’artista molto a fuoco. La stimo e credo sia una grande cantante.

E se ci fosse stata la serata dei duetti, con quale artista italiano ti sarebbe piaciuto condividere il palco dell'Ariston?
Senza dubbio con il grande De Gregori, lo ascolto da sempre e mi ha dato un imprinting fondamentale.

Facciamo un passo indietro, come nasce il tuo amore per la musica?
E’ nato tutto casualmente, come per tanti ragazzi, con la mia band delle medie in una cantina e da lì la passione è cresciuta così da non poterne fare più a meno!

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
LA minore, è potente e malinconica allo stesso tempo. Ha un ottimo equilibrio tra il bianco e il nero, tra l’aspetto più dolce e quello amaro.


NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI - Testo

Nel mare ci sono i coccodrilli 
Dice mamma 
Mentre beve the e limone 
E stai lontano, ti prego stai lontano 
Dalle correnti forti

Che non ti so più trovare 
nel mio mare ci sta la merda del mondo 
Dice lui

Con cui ho diviso tanto e dice Sabato la storia ce l'abbiamo in pugno 
Dai salta 
Dentro questo tempo

Casca il mondo e tu vuoi ballare 
E allora parlo con te senza senso senza rumore 
E stai lontano dal mare 
Ci sono i coccodrilli 
Puoi farti male

Ma io sono nato e vivo qui per caso 
E sono figlio di un medico 
Di un tossico di un mago 
Sono venuto fuori qui tra i gelati e le bandiere 
E non ho mai visto un cacciabombardiere

Casca il mondo e tu vuoi ballare 
E allora parlo con te senza senso senza rumore 
E stai lontano dal mare 
Ci sono i coccodrilli 
Vuoi farti male

Nel mare ci sono i coccodrilli 
Puoi vederli galleggiare

Casca il mondo e tu vuoi ballare 
E allora parlo con te senza senso senza rumore 
E stai lontano dal mare 
Ci sono i coccodrilli 
Puoi farti male 
Puoi farti male


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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