Oggi è ...

Col televoto ha vinto quello con la scimmia

Il parere di una giuria impopolare ma esperta, con Stefania Schettino e la famiglia di Gino Gandolfo

di Nadia Macrì - 16 febbraio 2017
4266

La giuria demoscopica, quella degli esperti, il voto della stampa ed il televoto. Quattro categorie intercambiabili. Persone che mangiano pane e musica, ma anche persone che non avevano mai sentito prima di sabato sera il nome del vincitore Francesco Gabbani, e non se lo ricordano ancora tanto da dire "ha vinto quello con la scimmia"!

Il Festival della Canzone Italiana presenta ormai da 67 anni tante nuove canzoni che - oltre ad animare la kermesse - vengono giudicate dal pubblico che vota per scelta o per diritto. Attraverso un telecomando o un televoto, ascoltando le canzoni dalla tv, da maxi schermi o direttamente dall'Ariston. In realtà l'ascolto cambia molto, perché solo in teatro si percepisce la maestosità dell'orchestra, il suono è dunque diverso e non per tutti è il primo ascolto; la stampa che conta (che non corrisponde sempre a quella che vota) ha la possibilità infatti di ascoltare i brani in anteprima. Senza considerare che il peso di un singolo voto cambia in base alla votazione e che per l'ultima votazione (quello fra Mannoia, Meta e Gabbani) che ha decretato poi il vincitore, i giornalisti che hanno voluto votare lo hanno fatto attraverso il televoto, perchè la sala stampa per le ultime due serate del Festival non vota, ed il televoto conta per il 40%. E' il regolamento, ma è anche un regolamento strano, perché alla fine dei Conti, Carlo non solo - in qualità di direttore artistico - ha scelto le canzoni, ma anche i componenti della giuria degli esperti che poi sono quelli che non hanno votato né Gigi D'Alessio e né Albano e che invece avrebbero alla fine fatto trionfare Ermal Meta.

Ci siamo chiesti in tanti chi fosse Greta Menchi ed in tanti ancora non lo abbiamo capito. Era fra gli esperti perché blogger, come lo sarebbe potuto essere quindi chiunque. Carlo Conti durante l'ultima conferenza stampa ha dichiarato: "Una delle cose più complicate a Sanremo è la composizione della giuria di esperti perché anche i direttori d’orchestra hanno legami con alcuni artisti e ci sono delle radio che hanno dei vincoli discografici e di etichette. Io ho cercato di mettere equilibrio e un tocco di modernità. Greta Menchi ha portato un'altra visione, ma quando metti in giuria Rita Pavone, Moroder, Andrea Morricone, Paolo Genovese credo che si vada a controbilanciare. Sarebbe stato grave se per tutelare alcuni miei amici avessi fatto una giuria completamente sbilanciata dall’altra parte".

E dall'altra parte c'era Linus, Violante Placido e Giorgia Surina. Chi è Giorgia Surina? Un'attrice molto bella e brava, di quelle che se la incontri al ristorante le chiedi una foto, ma poi non sai spiegare in quale film l'hai vista, un po' come la Atzei del cinema. Ma al Festival di Cannes non ci sarà mai una cantante in giuria!

Sanremo è Sanremo ed è quindi tutto possibile, ma forse queste diverse giurie e percentuali varie ci fanno avere nostalgia del voto con la cartolina!

Ho voluto fare perciò un esperimento e chiedere a due persone di raccontarmi il loro Festival. Sono persone che potrebbero essere tranquillamente membri delle varie giurie, una giuria impopolare magari, ma sicuramente più esperta!

Stefania Schettino ha 27 anni, vive a Sora (Frosinone), è dottoranda di ricerca oltre che educatrice e ci dice: 

"Il mio Sanremo 2017? Un ineguagliabile Carlo Conti, nella conduzione della kermesse resta il mio preferito. Dopo il Pippo nazionale, il festival di Sanremo è suo. Promosso anche per il suo outfit, d'altronde Ferragamo è un evergreen.
Eliminate le vallette, vincente è l'accoppiata con Maria De Filippi dallo stile inconfondibile e professionale, ma non eccelle sulla mise.
Grandi ospiti sul palco dell'Ariston, dall'emozionante omaggio a Luigi Tenco di Tiziano Ferro ad un super medley di Giorgia. Affascinante Keanu Charles Reeves e divertentissimo Mika, senza dimenticare l'energia di Robbie Williams e il fascino latino Ricky Martin.
Non è mancato il giusto spazio alla comicità con Crozza e la sua copertina, la mitica Paola Cortellesi e il trio Insinna - Brignano - Cirilli. Un Sanremo che negli anni sta diventando uno spettacolo a tutto tondo. Attenzione, il rischio potrebbe essere quello di eclissare la gara dei campioni, i veri protagonisti della kermesse.
Ed ora passiamo proprio alla gara. Che tu sia benedetta Fiorella Mannoia! L'artista non ha deluso le aspettative con il suo inno alla vita. Promosso Fabrizio Moro, poeta d'altri tempi con un brano molto profondo. Gran testo anche quello di Ermal Meta. Bentornato Michele Zarrillo, il suo brano ricalca pienamente il suo stile che è mancato nel panorama musicale italiano. Energico il brano di Paola Turci, spumeggiante quello di Francesco Gabbani. Bene anche Sergio Sylvestre e Marco Masini. Non male anche Samuel con un brano promettente in radio. Deludente Ron e Giusy Ferreri. Non convince Chiara e Alessio Bernabei".

Scendiamo al sud, in Sicilia dove a Valderice (Trapani) troviamo Gino Gandolfo, 43 anni, marito e papà di Chiara Maria (5 anni), Federico (7 anni) e Francesco (13 anni); operatore presso un istituto psico medico pedagogico, si occupa di educare ragazzi con disabilità. Lui ci ha raccontato il Festival vissuto in famiglia!

"Sabato 11 Febbraio 2017 sono ormai passate abbondantemente l’una di notte e tutta la famiglia ormai rischia di trascorrere la notte sul divano. Federico con i suoi occhietti semichiusi reclama Lele con la sua Ora mai e noi continuiamo a spiegarli che già ha vinto la sua gara. Ma Federico davanti alla monumentale Fiorella, al “fresco” Francesco Gabbani e al mio preferito “Edward mani di forbice” alias Ermal Meta... continua a reclamare Lele. Chiaretta ormai è crollata, si è addormentata continuando a ripetere che vuole che vinca la scimmia. Francesco il nostro primogenito è deluso. Lo aveva fatto emozionare il bravo anzi il Bravi Michele con il suo Diario degli errori.
Rimaniamo svegli e in tensione , mia moglie continua a sperare Che sia Benedetta Fiorella e io cerco di non illuderla sottolineando che il brano del Gabbani stia andando forte! Ecco che arriva il momento della verità e sappiamo tutti come è andata a finire. Ma non tutti sapete come era iniziata.
Anche questa edizione numero 67 del Festival è stata seguita dalla nostra famiglia, radunata attorno alla musica dell’Ariston, emozionandosi con le nostre canzoni preferite e stilando fantomatiche classifiche puntualmente frantumate dalla giuria demoscopica!
La coppia Carlo e Maria era una certezza, le loro capacità e la loro professionalità sono indiscutibili, ma francamente penso che la De Filippi fuori dal suo habitat faccia molta fatica, anche se il palco sanremese mette a dura prova un po' tutti.
Ancora una volta i fiori sono mancati, perché regalare bouquet non significa celebrarne il suo artigianato, ed era necessario secondo il mio umile pensiero un tocco di colore a una scenografia un po' troppo black!
Ma alla fine quello che dovrebbe restare di un Festival è sempre la sua MUSICA. E la 67esima edizione di Sanremo ci ha regalato tanta musica e anche buona. Non vedevo luccicare gli occhi di mia moglie davanti ad un brano appena ascoltato la prima volta da tantissimo tempo. Ma si sa la Mannoia è di un altro pianeta. Quello che merita una sottolineatura sono anche di questo Festival le sue star internazionali, i super ospiti. Sì perché quest’anno la musica internazionale parlava il made in Italy e la performace di Zucchero è stata di altissimo livello con una band che metteva mezzo mondo insieme alla faccia del “Tramp Tramp” di Crozza.
Alla fine il bilancio di questo anno è attivo. Abbiamo tanta musica da ascoltare, da dedicarci e da condividere. Ognuno avrà la sua canzone preferita. E alcune rimarranno con noi per tanto tempo... Namestè!"

Se tutti cantano Sanremo, tutti continuiamo a raccontarlo! E i pareri impopolari sono sicuramente più realistici di quelli dei tanti giornalisti che scrivono bene o male in base alle proprie conoscenze o ai pareri della giuria di esperti che dai risultati non ha votato la canzone, ma si è lasciata guidare dai gusti personali e i gusti di Linus per esempio li conosciamo tutti grazie alla programmazione della sua radio! Io ci avrei messo anche Fabrizio Moro sul podio, ma ha vinto quello con la scimmia... adesso perciò non ci resta che sperare di portare in Italia l'Eurofestival, mentre già si parla dell'edizione numero 68! Sarà una rivoluzione?


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
Cerca
Speciale Sanremo - Ultime news...
20 feb 2017 | 2334
10 feb 2017 | 1080
9 feb 2017 | 1740
8 feb 2017 | 2195
7 feb 2017 | 2434
30 gen 2017 | 2609
24 gen 2017 | 2631
13 dic 2016 | 7701
16 feb 2016 | 972
12 feb 2016 | 1371
11 feb 2016 | 950
10 feb 2016 | 5322

Speciale Sanremo

Visualizza tutti gli articoli
Fratelli d'Arte Magazine - Testata giornalistica registrata - Reg. Trib. di L'Aquila n. 4/13
Direttore responsabile Silvia Valenti - Contatti: redazione@fratellidartemagazine.it 
© 2013 Fratelli d'Arte Associazione Nazionale - Tutti i diritti sono riservati - Realizzato da oasiWEB