Oggi è ...

A tutto rap con Dinastia e Gli Ultimi

"Ero un writer, mi piaceva scrivere con lo spray, poco dopo capii che mi piaceva scrivere... e basta."

di Nadia Macrì - 13 giugno 2016
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Dal 10 Giugno lo stiamo ascoltando nelle radio italiane con Claudia, il singolo che segna l'esordio discografico del cantautore catanese Maurizio Musumeci, in arte Dinastia, già autore della hit Parole in circolo di Marco Mengoni e vincitore di Musica contro le mafie 2015.

Il brano, disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming, è un' anteprima dell'album La rivincita degli ultimi su etichetta Riserva Sonora, che uscirà in autunno.

Lo raggiungiamo per un'intervista della sezione di Fratelli d'Arte... a tutto rap!


Partiamo dal tuo nome d’Arte: chi lo ha scelto, cosa vuol dire?
Il mio nome d’arte l’ho scelto da solo…19 anni fa. Non c’era un significato dietro, suonava bene Dinastia. Oggi spero che Dinastia suoni bene oltre al nome.

Ci racconti come e perché ti sei affacciato proprio al rap?
Ero un writer, mi piaceva scrivere con lo spray, poco dopo capii che mi piaceva scrivere... e basta.

Sei fortunato come collocazione temporale, perché dopo anni di difficoltà, il rap in questo momento sta ottenendo i giusti riconoscimenti ed è il genere più amato dalle nuove generazioni, è così?
Più che fortunato mi sento uno sbagliato. Mi sentivo parte di questa cultura quando la società la denigrava ed eravamo chiusi in pochi spazi per esprimerci. Oggi sento di fare rap, ma fuori dal mondo Hip Hop consapevolmente, ho preso una direzione musicale differente…proprio oggi che l’Hip Hop è in voga, pensa che tempismo!

Nei testi dei rapper oltre alla denuncia, ci sono anche tante risposte e proposte… si può rappare tutto?
Ognuno è libero di esprimere quello che vuole in rima. Il rap è un mezzo di comunicazione fortissimo, io personalmente mi sento quasi in obbligo nell’usarlo per dire qualcosa e non fuffa. Sono da sempre contro l’autocelebrazione nei testi, non dico che tutti dobbiamo essere impegnati, si può anche parlare d’amore per quel che mi riguarda, purché ci sia dentro un messaggio… devi lasciare qualcosa a chi ti ascolta anche con l’intrattenimento.

Ci parli dell’ultimo tuo brano? A chi si rivolge, come è nato?
Claudia è ispirato a una vecchia amica. Nel brano parlo della sua storia, della sua battaglia, della sua rivincita. Claudia è una ragazza come tante con il sogno della danza, ma con la paura di non essere all’altezza, e la vita la porta a lottare con una malattia, spesso presa sottogamba da troppa gente, che la divora dall’interno, ma Claudia è forte e riesce a vincere riprendendosi la sua vita.

E a proposito di “voce del verbo rappare”, nei tuoi testi qual è la parola più strana (leggasi petalosa) che hai inserito?
Tempo fa scrissi una canzone che già nel titolo conteneva una parola bizzarra: “La fuitina”. La fuitina è una parola dialettale per descrivere la “scappatella amorosa” che in Sicilia andava tanto di moda negli anni 70-80!

Le donne rapper nel panorama italiano sono veramente poche, secondo te perché il rap è un genere strettamente maschile?
Secondo me non è vero, di rapper donne ne conosco un casino nell’underground… il vero problema è che nel mainstream non si sentono rappresentate a mio avviso. Una come Baby K con tutto il rispetto per il suo pubblico, non la considero affatto una rapper donna all’altezza. Secondo me le donne che fanno rap nel sottosuolo non si rispecchiano certo in lei, e non dico che magari lei abbia la presunzione di ciò, dico solo che il riferimento mainstream femminile non funziona. Vi invito ad ascoltare l’ultimo lavoro di Lady B, rapper pugliese veramente brava.

Però il rap non è un genere per soliste e basta, le collaborazioni sono sempre tante: tu a chi devi il grazie più grande?
Ho collaborato con un casino di gente rappusa in questi ultimi 10 anni, provenienti da tutta Italia. Ognuno di loro mi ha dato qualcosa. Il confronto in questa cultura ti permettere di passare al livello successivo, di crescere in musica e nel lessico.

Ed invece qual è la collaborazione impossibile che hai nel cassetto?
Niccolò Fabi. Adoro questo artista, tempo fa ho avuto il piacere di condividere con lui una chiacchierata dopo una cena insieme a tutta la Nazionale Cantanti, e ha confermato quello che pensavo di lui anche a livello umano.

Io chiedo a tutti gli artisti come domanda finale qual è la loro nota musicale preferita e perché: esiste anche per un rapper una nota musicale preferita?
Non c’ho mai pensato…mi piacciono tutte e sette!

Ci saluti con un rigo di freestyle per Fratelli d’Arte?
Fratelli d’arte, un saluto al sito
Fratelli d’arte come Ax e Grido
Il grazie è scritto, lo leggete ma è sentito
Un abbraccio grande dal vostro "ultimo” amico!


Dinastia - Claudia
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L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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