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Luca Capizzi e il suo sound internazionale

Una musica che viaggia per il cantautore italo/svizzero

di Nadia Macrì - 9 maggio 2018
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Luca Capizzi è un cantautore italo/svizzero e Siamo uguali è il suo ultimo singolo estratto dall’album di debutto.
Siamo uguali, dalle fresche sonorità pop, parla di come l’artista abbia avuto il coraggio di buttarsi nella mischia e si sia unito con la musica per diventarne tutt'uno. Il brano è stato registrato nello studio Cantieri Sonori di Roma e porta la firma di Luca Capizzi, Francesco Sponta e Marco Di Martino.

«Io so che c’è qualcosa che mi porta da te e poi mi fa restare perché siamo uguali, io ci credo sai».

Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare qualcosa di più sul suo progetto e sul suo mondo musicale.

Sei in radio con un nuovo singolo, ci dici come è nato e a chi si rivolge?
Questo brano è nato a Roma con l’idea di dover esprimere il mio sentimento verso la musica e soprattutto ringraziarla. Anche perché questo nuovo singolo è un po’ il continuo del mio primissimo singolo La Mia Canzone, uscito esattamente 3 anni prima di Siamo Uguali. La Mia Canzone parlava di come fossi insicuro di intraprendere il cammino del cantautore e che mancasse una spinta. In questi 3 anni sono successe tante cose che mi hanno fatto trovare il coraggio di dire a me stesso: "Si, sono un cantautore".

Facciamo un passo indietro, come nasce il tuo amore per la musica?
La mia passione per la musica nasce grazie a mio padre. Per oltre 30 anni ha fatto parte di una band locale ed io ammiravo molto la loro musica e li seguivo per le feste in cui suonavano. Infatti la prima volta che ho cantato avevo solo due anni e cantavo il brano di Alessandro Canino, Brutta.

Tu vivi in Svizzera, paese che non vanta molti cantautori, sai dirci perché?
La Svizzera è una nazione piccola, ci sono diversi cantautori svizzeri molto bravi, ma che purtroppo non riescono ad emergere del tutto, perché qui va molto la musica internazionale e poco quella cantata e scritta in tedesco.

Cosa pensi dei talent?
I talent possono aiutare un giovane ad emergere e farsi conoscere, come anche rovinarti. Il problema dei talent è che una volta finito il programma e si spengono i riflettori su di te, entri nel dimenticatoio.
Purtroppo oggi non vieni visto come un cantautore o essere umano, ma solo come macchina per far di soldi. Se funzioni bene, altrimenti via.

Fra i giovani cantanti chi ti incuriosisce di più musicalmente?
Mi piacciono molto Francesca Michielin e Michele Bravi. Per quanto riguarda artisti giovani usciti da qualche tempo già, mi piacciono molto Marco Mengoni, Emma e Alessandra Amoroso.

Ci dici qual è l’evento al quale hai partecipato ed al momento è stato il più emozionante per te?
Il mio primo concerto! Il 28 ottobre 2017 è una data che non dimenticherò facilmente! Il giorno in cui ho presentato alla gente e alla stampa il mio primo album. Un’esperienza unica e magica.

La musica non è mai roba da solisti e basta, le collaborazioni sono tante: tu a chi devi il grazie più grande?
Il grazie più grande va alle persone che da tre anni a questa parte lavorano insieme a me con grande passione. Per citarne alcuni: Gina Azzato (Manager), Giovanni Germanelli (Ufficio stampa), Francesco Sponta, Marco Canigiula, Marco Di Martino e tanti altri. Sono veramente tante le persone da ringraziare. Non avrei ma raggiunto nulla senza di loro.

Ed invece qual è la collaborazione impossibile che hai nel cassetto?
Impossibile? Nulla è impossibile nella vita! Io dico sempre che bisogna credere nei propri sogni. Un esempio? Da piccolino ho seguito da molto vicino la carriera di Laura Pausini, un vero piccolo fan. Il destino ha voluto che nel 2011 io mi ritrovassi sul set del suo videoclip Benvenuto per farli da comparsa. Mi piacerebbe tantissimo poter collaborare con Fiorella Mannoia e Tiziano Ferro.

Il tuo sound ci ha ricordato un po’ Mengoni che hai citato prima, ti ritrovi?
Ci sono persone che non prenderebbero bene questa domanda, per me invece è un complimento. Vuol dire che comunque la mia musica si avvicina ad un grandissimo artista come Marco Mengoni.

Quali sono i tuoi impegni attuali e progetti futuri?
Dico la verità, non saprei neanche da dove iniziare. Da quando abbiamo annunciato l’uscita del singolo Siamo uguali sono sommerso di interviste e ospitate. Ecco questa è una cosa che mi piace molto, avere il contatto con la gente, poter raccontare a loro la mia vita attraverso le mie canzoni.

In chiusura una domanda semi-seria: qual è la tua nota musicale preferita e perché?
La chiave sol o nominata anche chiave violino, perché è un po’ il simbolo musicale per noi cantanti. Simbolo che ho deciso di tatuarmi sulla mia pelle!


L'autore

Nadia Macrì

Nadia Macrì, è nata nel 1977 a Zurigo, ma ha vissuto anche in altre città italiane, isole comprese.
Non è chiaro se per vocazione o per bisogno, alterna pittura, radio, canto, web e scrittura all'arte della medicina. Segue con particolare interesse gli artisti emergenti e ama tutto ciò che è alternativo.
Ha all'attivo diverse collaborazioni con emittenti radiofoniche, case discografiche e portali musicali. Collabora con diverse associazioni locali e nazionali per la realizzazione di eventi musicali, ma ama soprattutto comunicare con gli artisti attraverso le sue interviste che conclude sempre con la stessa domanda semi-seria: qual è la nota musicale preferita. Quasi a voler costruire una melodia aggiungendo una nota per volta.
Di se stessa dice: "Ci sono quelli che sanno tenere i piedi per terra. E chi ha sempre la testa fra le nuvole. Nadia è a metà. Tra terra e cielo”.
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